Viaggio nella Sicilia del Gattopardo e di Camilleri

Viaggio nella Sicilia del Gattopardo partendo dai luoghi natali del suo autore, Tomasi di Lampedusa. E poi non possiamo lasciare questi luoghi senza spingerci ancora verso il mare di Porto Empedocle, per passeggiare per le vie che hanno visto il Grande Maestro Camilleri prima bambino e poi adulto.
Ci eravamo lasciati con la penultima tappa della Strada degli scrittori.
Ci ritroviamo a Palma di Montechiaro, sempre nell’agrigentino, per scoprire la storia della famiglia Tomasi e farci incantare dal così detto Trittico di Palma.

Ti racconto prima di tutto come mi sono sentita ad arrivare fin qui, raccontandoti però un piccolo antefatto. Diciamo che quando si parla di Palma di Montechiaro non lo si fa quasi mai per motivi turistici e raramente si pensa a questo piccolo centro in termini di scoperte storico-culturali.
Lo si pensa piuttosto per i tristi e dolorosi fenomeni di criminalità e violenza.
Giuseppe Fava, nel suo Mafia parla di Palma come di uno dei luoghi dove la tragedia meridionale, quella che nasce secondo lui dalla compresenza sfortunata di tre fattori come povertà, ignoranza e assenza dello Stato, “raggiunge una negativa perfezione”. [cit.]
Per tutta la mia vita ho deliberatamente evitato di visitarla, pensando erroneamente di non trovarvi nulla di interessante e che anzi fosse pure pericolosa.

Certo è passato qualche decennio da quei tristi fenomeni di violenza urbana e la zona gode ora di una vita tranquilla ma, mai avrei immaginato di trovare la bellezza che ti voglio raccontare qui.

La visita inizia dal Monastero delle Benedettine che racchiude come uno scrigno antiche ricette di dolci che profumano di storia, serenità e silenzio e una vera e propria apoteosi di arte!

La guida che ci accompagna è molto preparata ma, essendo anche un cittadino doc orgoglioso della storia della propria città, è soprattutto custode di aneddoti e leggende che condiscono in modo molto efficace il viaggio mentale che ciascuno di noi può fare ascoltandolo.
La storia di questo Monastero, primo edificio della città, è intrecciata nei primi del 1600 con la vita degli antenati dello scrittore protagonista di questa visita, Tomasi di Lampedusa. Qui prima del Monastero c’era infatti la dimora dei fondatori della città, i gemelli Carlo e Giulio Tomasi, provenienti da Ragusa (la mia città).
Su indicazione dello studioso Giovan Battista Hodierna che fece una serie di calcoli astronomici che si perdono nella notte dei tempi, si posò da queste parti la prima pietra di Palma, la cui data di nascita si fa risalire al 3 maggio 1637. I primi abitanti provenivano proprio da Ragusa: è una storia che ho ascoltato per la prima volta durante questa visita e della quale non conoscevo i dettagli.
Il paese sorge su un’altura rocciosa (o forse sarebbe meglio dire di gesso) da cui domina la valle sottostante che arriva fino al mare.
Da lì la storia prosegue fino al 12°Duca di Palma, cioè il nostro Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del capolavoro “Il Gattopardo” pubblicato postumo.
Proseguiamo la nostra visita nella scenografica Cattedrale di Palma del 1666 che sorge in cima ad una scalinata dalla quale si ammira la costa. È un’opera tipica del barocco siciliano e la facciata è caratterizzata da due campanili che la incorniciano.
Infine la visita prosegue verso Palazzo Ducale, dimora dei Tomasi quando la loro prima abitazione fu donata agli ordini religiosi e inglobata nel Monastero delle Benedettine.
Il Palazzo Ducale si trova proprio ai piedi del Duomo e guarda al mare.
Di recente è stato oggetto di un’attento restauro e sede di un evento a cura degli stilisti “Dolce & Gabbana” che hanno anche fatto un a generosa donazione per il restauro di questo gioiello.

Atmosfera d’altri tempi negli ampi saloni con soffitti a cassettoni e che dire delle maioliche dei pavimenti. Un vero incanto!

Un lato del Palazzo è rivolto verso il mare , l’altro verso il parco cittadino e il Duomo.

Completata la visita del Trittico di Palma è quasi ora di pranzo, così ci dirigiamo verso Porto Empedocle, sul mare, per andare a pranzo con il Maestro Camilleri dal “suo” Enzo a mare.
Chi ha letto gli innumerevoli romanzi con protagonista Salvo Montalbano, sa che è una buona forchetta e che Enzo riesce ad interpretare alla perfezione i suoi desideri di palato sopraffino!
Il locale esiste davvero e il proprietario è stato per Camilleri un punto di riferimento nelle sue visite a “Vigata” quasi tutte le sere , durante la sua permanenza vi si recava a cena.
Si tratta di un locale molto casereccio e “alla buona” che però serve pesce fresco cucinato ad arte.

Dopo caffè e ammazzacaffè andiamo a passeggiare in centro, facendo una sosta alla statua del vero Montalbano (non quello della fiction ma quello letterario) e omaggiando la statua del grande Pirandello.


Ci accompagnano due attori dell’associazione culturale “Oltre Vigata” che ci regalano parti recitate della celebre serie televisiva del commissario Montalbano. La passeggiata oltre la via principale, via Roma, procede fino alla casa natale di Camilleri e poi ridiscende verso il mare attraverso stradine suggestive e piazzette rese più belle dalle così dette panchine letterarie.

Ci si ritrova così davanti al murales che ritrae Camilleri e poi ancora giù fino alla passeggiata al mare.
Si conclude così il mio itinerario sulla Strada degli scrittori: torno a casa più ricca e consapevole dei tanti tesori della mia terra.Non solo le tappe obbligate e conosciute mi hanno dato tanti nuovi spunti per capire meglio la travagliata storia siciliana; ho anche scoperto luoghi che mai avrei pensato di conoscere e apprezzare così tanto. Chiedi a me se volessi fare lo stesso percorso—> SCRIVIMI

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Daniela Cavallo
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