Sicilia da scoprire,non solo mare!

Sicilia da scoprire, non è solo mare la mia bella isola!
Eccoci quindi alla seconda tappa di questo viaggio sulla Strada degli scrittori. Trovi la prima tappa qui —> A Racalmuto con Sciascia

Oggi ti porto  a scoprire un piccolo comune dell’agrigentino che negli ultimi 10 anni ha conosciuto la ribalta del grande pubblico grazie alla presenza della Farm Cultural Park.
Dopo un primo giro in Piazza Cavour al centro di Favara abbiamo visitato il Palazzo municipale e la Chiesa del SS.Rorsario.
Poi abbiamo proseguito con la visita del Castello medievale Chiaramonte nel cui cortile interno si svolgono spesso eventi culturali ed esposizioni.

Ci siamo poi trasferiti nei pressi del busto commemorativo di Antonio Russello , scrittore favarese scomparso 20 anni fa e non molto conosciuto ai più. Anch’io non ho mai letto nulla di questo autore ma mi sono ripromessa di farlo prossimamente. Mi ha infatti incuriosito il fatto che la sua opera prima “La luna si mangia i morti” -pubblicata nel 1960-fu preferita da Elio Vittorini  fra tanti altri romanzi quando dovette scegliere quale pubblicare per Mondadori.
Scelse quello di Russello su tutti preferendolo perfino al celebre “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa.
Ma come ti anticipavo in apertura, la vera protagonista di questo pomeriggio-sera trascorso a Favara è stata la Farm!

Si tratta di uno spazio dedicato alla bellezza in senso ampio.
Andrea e Florinda marito e moglie hanno dato vita ad un sogno.
Partendo dal quartiere degradato e abbandonato dei “Sette cortili” nel centro storico di Favara, hanno acquisito spazi abbandonati e case diroccate per farne un nuovo palcoscenico di arte, di incontro di scambi culturali.
Ed immergersi in questo mondo fa bene al cuore e proietta in una dimensione ben più ampia di un piccolo paese della provincia siciliana. Infatti in oltre dieci anni di attività tantissime sono state le collaborazioni internazionali ed i riconoscimenti di spessore.
Partner della biennale di Venezia quest’anno la Farm sarà “sede distaccata” insieme a New York ed ospiterà delle installazioni artistiche provenienti dalle più lontane parti del mondo.

Un’occasione da non perdere per trascorre almeno una notte da queste parti e magari assaporare anche della buona musica dal vivo visti i tanti spazi all’aperto e le serate d’estate che si preannunciano intense e piene di vita alla Farm!

È un posto adatto a tutti : famiglie, single, gruppi di amici.
Tante occasioni di incontro con vari laboratori ed eventi.

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Mi ha colpito soprattutto il fatto di ritrovarmi come immersa in un mondo nuovo che mi ha interrogata sulla possibilità di realizzare i propri sogni .
Questo luogo-non luogo insegna che se riusciamo a sognare un mondo migliore e cominciamo a realizzarlo con piccole azioni quotidiane, corriamo il rischio che poi il sogno si avvera.
Succede così che il bello chiama il bello e gli incontri diventano fecondi. Esiste all’interno della Farm un vero giardino urbano o forse sarebbe meglio dire casalingo , visto che si trova proprio dentro un palazzo che rischiava di essere abbattuto.
Abbiamo visitato il padiglione di Hong Kong , quello del Cile e quello del Messico. Da tutti emerge la voglia di riprogettare gli spazi urbani delle zone di periferia con una nuova parola d’ordine: vivibilità e sostenibilità a misura d’uomo.
Ti riporto qui direttamente dal sito ufficiale di “Farm Cultural Park” com’è nata e perché:

“Il 23 gennaio 2010 non è un giorno da dimenticare per tutti i favaresi: poco dopo le 7 del mattino, una palazzina del centro storico crolla. A causa di quell’incidente perdono la vita due bambine: Marianna e Chiara, di 14 e 4 anni. Marianna muore sotto le macerie mentre Chiara viene estratta viva, ma le cure dei medici possono poco e pochi giorno dopo non ce la fa. Lasciano un padre, una madre e un fratellino che allora aveva 12 anni e che – da sotto le macerie – è riuscito a mettersi in contatto con i soccorritori. È un evento che non lascia indifferente la comunità di Favara di cui Andrea e Florinda fanno parte.
Questo tragico evento, li spingerà a creare con due anni di anticipo il loro sogno di FARM CULTURAL PARK.
Solo 5 mesi dopo la città di Favara si sveglia con un nuovo “sogno”: apre FARM CULTURAL PARK. I padroni di casa Florinda, Andrea, Carla e Viola accolgono amici e conoscenti tra i 7 cortili totalmente rinnovati e con una serie di mostre d’arte che mai nessuno avrebbe immaginato di trovare lì. Lo stupore era tanto ma sin da subito la missione era chiara: promuovere una nuova identità per la città di Favara e tracciare una strada per il futuro”.

Direi che a distanza di undici anni l’impresa è perfettamente riuscita ed ha ancora in sé il germe del sogno temerario che la spingerà avanti e a crescere ancora.
Ho chiesto ad Andrea se pensa che quello di Favara sia un modello esportabile nelle tante periferie delle nostre città.
Mi ha risposto che ci vuole un pizzico di sana follia, ma che il modello in linea di principio è esportabile ovunque ci siano voglia di mettersi in gioco e capacità di elaborazione e stravolgimento di schemi vecchi e immutabili che sempre più spesso necessitano di essere capovolti e rinnovati. Che dire? Mi ha risposto in modo ineccepibile!


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Daniela Cavallo
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