Qual è il mese più adatto per andare a New York?

È di certo una delle prime domande quando si pensa di programmare un viaggio nella Big Apple cioè la “Grande Mela” e chissà quante volte l’hai sentita chiamare così.

Ma a proposito, ti sei mai chiesto quale sia l’origine di questo nome curioso?

Il primo a definire così la mitica New York  fu lo scrittore Edward St. Martin che all’inizio del ‘900 aveva paragonato lo Stato di New York ad un grande melo che aveva le sue radici nel Mississippi e il suo frutto a New York.

Poi durante gli anni Venti a parlare la prima volta di “Big Apple” fu il cronista sportivo Fitzgerald che aveva sentito chiamare così l’ippodromo di New York City dove la grande vincita alle scommesse  sulle corse dei cavalli era proprio chiamata “grande mela”.
Poi negli anni ’30 una grande mela rossa divenne il compenso per i musicisti jazz che si esibivano ad Harlem e a Manhattan.

Ma la vera e propria consacrazione di New York come Big Apple arrivò  nel 1971 quando l’espressione fu usata in una campagna pubblicitaria per dare un’immagine accattivante della città e lanciarla dal punto di vista turistico, visto che fino a quel momento era associata spesso a  fenomeni di violenza urbana e ad una realtà pericolosa.

Da quel momento il fascino indiscusso di questa mitica metropoli si è imposto nello scenario collettivo come una delle mete irrinunciabili da vedere almeno una volta nella vita.

E così  è stato anche per me e la mia famiglia l’estate scorsa.

Avevamo sognato New York tutti insieme e programmato un viaggio da qualche tempo ma fino a quel momento non era ancora stato possibile realizzare questo sogno. Partiamo a fine agosto. Eppure se dovessi darti un consiglio su quando andare- io stessa mi ripropongo di farlo in un prossimo futuro-ti direi fine ottobre o fine novembre.
Nel primo caso ti godresti una New York indimenticabile avvolta nei colori di uno splendido foliage, e se sei con i bambini potreste vivere sul posto l’americanissima Halloween.
A fine novembre invece si può già godere dell’atmosfera natalizia e perché no, programmando per tempo, si potrebbe arrivare in tempo per festeggiare anche la più americana delle feste : ll Thanksgiving Day e quindi approfittare anche del Black Friday che è proprio l’indomani.

Ma torniamo al nostro viaggio di Agosto: tempo splendido e a tratti fin troppo caldo e umido ma non ci siamo fatti mancare proprio nulla!

Due adulti nei panni di due ragazzi degli anni 90 alla ricerca della NYC dei film , un’adolescente fissata con la fotografia e con i taxi gialli e Starbucks, un pre-adolescente “baskettaro” e innamorato dell’NBA.

Una compagnia niente male direi.
Un comodo volo da Fiumicino ci fa entrare in atmosfera anche se la traversata dell’oceano prova sempre un pò.

Arriviamo a New York nel primo pomeriggio del nuovo fuso e devo dire che con sorpresa e il sollievo dei ragazzi, i controlli alla dogana durano meno del previsto. Così ci catapultiamo fuori desiderosi di immergerci nell’avventura urbana più straordinaria di sempre.

Decidiamo di prendere il nostro primo taxi giallo che in un’oretta scarsa ci porta al centro di Manhattan. Il taxi è il modo più pratico e conveniente per arrivare fino al centro di Manhattan : in 4 abbiamo pagato poco meno di 50 $.
Ci accoglie un caldo umido pazzesco.
Non possiamo neanche rifocillarci un pò in hotel prima di uscire a scoprire la città perché la nostra camera non è ancora pronta ma non possiamo non tuffarci ad assaggiare la grande mela!
Decidiamo così di uscire a scoprire i dintorni, dopo aver depositato i bagagli.

La prima sensazione è quella di ricevere uno schiaffo sonoro in pieno viso.
Nuvole di gente che corre a casa dopo un lunedì lavorativo , forse per molti, il primo dopo la pausa estiva.Sirene e rumori di ogni sorta : eccoci in piena giungla urbana!

Camminiamo ad un ritmo ancora da trovare fino a Times Square : suoni e luci in un mix che non riusciamo a paragonare a nient’altro visto fino ad oggi.

New York  primi passi a Times Square,
Primi passi a Times Square

Ci sediamo come le centinaia di persone intorno a noi sulla famosa scalinata ad ammirare “nasi in sù” tutto quello che ci circonda. E non ci sembra vero di essere qui, ci guardiamo stralunati e felici.

Ma alla fine la stanchezza ha il sopravvento e torniamo in hotel stremati: una doccia a e ci tuffiamo a letto . Dopotutto il nostro orologio rimasto al fuso di casa segna le 3 di notte!

Il mio primo risveglio è molto mattiniero per New York : sono le 4 del mattino e  dalla finestra della nostra camera al 18° piano (di un hotel gradevole proprio di fronte “Madison Square Garden”sulla 7 th Avenue) posso accertare che è davvero come si dice : questa città non dorme proprio mai!

Mi godo l’alba su New York e sono già in atmosfera… non vedo l’ora di camminare anch’io con un bicchiere colmo di caffè americano da sorseggiare e…ma qui si dorme troppo!

Alle 7 provo a svegliare “dolcemente” i miei compagni di viaggio,  New York ci aspetta. Prima immancabile tappa:  Starbucks con la classica colazione in vetrina per la gioia di mia figlia e non solo.

Colazione da Strabucks

Colazione abbondante perché stamattina ci aspetta Central Park in bicicletta.
Te ne parlo nel prossimo articolo, intanto ti lascio qui qualche consiglio su dove dormire a New York e su quale tariffa scegliere.
C’è da sapere che la maggior parte degli hotel scelti soprattutto da noi italiani sono concentrati nei dintorni di Times Square e le tariffe a notte sono mediamente più alte rispetto agli hotel di pari o di categoria superiore in Europa per esempio. C’è inoltre da sapere che, sviluppandosi in altezza come’è ovvio, gli hotel offrono spesso camere non particolarmente ampie e i servizi in camera (anche di buoni 4 stelle) non sempre all’altezza delle nostre aspettative.
C’è da tenere presente però che a New York il vero lusso è davvero la posizione dell’hotel piuttosto che il comfort della camera. Nella scelta della sistemazione tenete presente che oltre a Times Square (mediamente più cara) ottime zone sono anche Chelsea e Greenwich Village o nei pressi di Bryant Park.Nota a parte per il trattamento. Si sa che noi italiani amiamo la colazione e ci sembra scontato che sia compresa nel costo della camera. Non sempre a New York!
La colazione è spesso calcolata come un plus anche molto costoso, per questo consiglio sempre ai miei clienti di fare colazione fuori nelle tantissime caffetterie presenti ad ogni angolo della città.
Al di là del risparmio è molto bello tuffarsi fra i newyorkesi e osservare le loro abitudini e le loro corse mattutine.

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Daniela Cavallo
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