Lisbona insolita da visitare accompagnati da Pessoa e Tabucchi

Lisbona… di Venerdì 17 … forse oggi non dovrei scrivere niente!
Ma poi dico a me stessa:
“ Ehi ma tu non sei mai stata superstiziosa….sì ma ultimamente…forse ehm …e poi sai come si dice “mai dire mai” !

Ma poi mi sorprendo a pensare
“ E che sarà mai siamo nel 2020!  Non è che gli ultimi giorni e mesi siano andati tanto meglio quindi mi butto! Scrivo anche oggi”

Ok lo so che stavolta l’ho presa proprio da lontano, ma sto leggendo e ascoltando
“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi , e mi ritrovo persa fra dialoghi sonnacchiosi con me stessa nelle atmosfere assolate di un’estate davvero strana, di sicuro non “sfavillante” come quella di Lisbona che descrive lui.

Certo, dopotutto, la mia piccola Ragusa non è Lisbona ma mi sento molto vicina ai pensieri di Pereira…

Intanto vi lascio questo link -dove troverete tantissimi audiolibri molto piacevoli da ascoltare -trovato durante il lockdown e che è stato per me una miniera di scoperte.

AUDIO LIBRI RAI

E allora è l’occasione giusta per andare a “Lisboa”, tanto più che mi manca anche come meta fisica dei miei viaggi e così comincio a fantasticare su questa città inondata di sole e rinfrescata dalla brezza oceanica .

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Così mi lascio guidare da Pereira e da Pessoa…e ora vi dico perché.

Antonio Tabucchi fu uno dei più profondi conoscitori dell’opera letteraria di Fernando Pessoa e quindi non è proprio possibile non parlarne qui.

Inoltre l’illustre poeta portoghese nel suo “Lisboa” fa appunto da cicerone al visitatore che volesse conoscere un pò meglio la città.

E allora facciamoci guidare da lui:

Ci fa partire dalla famosa Torre di Belém uno dei simboli più famosi di Lisbona e che definisce come un “magnifico gioiello di pietra” testimone fin dal 1500 del ruolo importante che  Lisbona ebbe  all’epoca delle grandi esplorazioni.

Mi ha sempre incuriosito il fatto che questa città sia collocata fra la fine dell’estuario del fiume Tago e l’Oceano, come una sorta di “vedetta” .

Praca de Comércio una delle piazze più ampie e scenografiche dell’’intera vecchia Europa.

Dalle foto e dai filmati che ho visto e dai racconti dei miei clienti viaggiatori per i quali ho organizzato week end lunghi in città e itinerari portoghesi più lunghi e completi, direi che mi piacerebbe passare in questa piazza qualche ora , passeggiando e soffermandomi ad osservare i passanti.

E’ una delle cose che preferisco fare quando mi trovo per la prima volta in un posto nuovo.
Mi fermo, osservo le persone intorno a me , respiro l’atmosfera e cerco di “catturare” l’energia del posto per sentirmi parte del tutto.

A Nord della piazza partono tre grandi arterie cittadine:

* Rua Augusta

*Rua de Prata 

* Rua Aurea

Pessoa ci conduce attraverso quest’ultima ad un belvedere splendido sulla città (miradouro) attraverso l’ascensore di Santa Justa.

Da qui si gode una vista sulla città che ce la farà amare al primo sguardo, ne sono sicura.

Amo trovare punti d’osservazione privilegiati in tutte le città che ho visitato, perché mi piace guardare da un’angolazione diversa quel che sto imparando a conoscere e stupirmi ad ogni scoperta!

Un altro punto d’osservazione sulla città davvero incantevole è il Miradouro de Santa Luzia.

Ma per rimanere in zona Baxia (quartiere centrale di Lisbona) passiamo a Praça Dom Pedro IV noto a tutti come Rossio.

In questa piazza s’incrociano i famosi TRAM che da qui iniziano la loro salita e Pessoa ci consiglia di dormire in questa zona e come non apprezzare questo consiglio?

Foto di Frank Nürnberger da Pixabay

“Lisboa” Pessoa lo scrive a metà degli anni venti del secolo scorso , quindi quando ci parla del Mercato centrale di Lisbona a Praça da Figueira non sapeva ancora che la piazza si sarebbe trasformata nel salotto della città con negozi e caffè.

Non potremo poi perderci l’Avenida de Liberdade un viale alberato che conduce ancora a Nord della città offrendo una “magnifica prospettiva”.

E non possiamo certo perderci il quartiere dei pescatori, l’Alfama .

A volervela raccontare tutta, sarei arrivata fin qui anche senza il suggerimento di Pessoa, perché pare che qui si respiri la vera Lisbona e si possano ancora osservare le abitudini più genuine dei portoghesi.

E se volessimo poi andare alla scoperta della Chiesa più antica di Lisbona , nonché sua Cattedrale, sopravvissuta a vari  terremoti e diversi restauri, attraverso Rua  da Madalena , Pessoa ci porta a Sé Patriarcal .

Lì vicino (si sa che in viaggio “vicino” è un concetto abbastanza relativo si cammina piacevolmente per circa un km) attraverso
Rua da Saudade si giunge al Castelo Sāo Jorge.

E infine il nostro cicerone d’eccezione ci parla di “il monumento più notevole che la capitale ospiti” riferendosi al Mosteiro dos Jerónimos e come dargli torto , dalle foto che ho visto sembra davvero un luogo speciale di bellezza e meditazione.

Foto di Aline Dassel da Pixabay

Sono sicura che leggendo Pessoa troverete ancora tanti altri spunti che  vi faranno venir voglia di visitare la città. E se così sarà e vorrete partire, scrivetemi QUI e ne parliamo insieme.

Io sono immersa nella lettura del piacevolissimo “Sostiene Pereira” che mi sta facendo vivere in una Lisbona assolata ma anche introspettiva e così mi sento anch’io alla fine di questo mio scritto… Penso e sogno un prossimo viaggio a Lisbona…chissà che non si realizzi presto questo sogno di un venerdì 17 di un’estate proprio strana!

Vi lascio con un estratto di una poesia di Pessoa nella quale oggi mi ritrovo completamente :

“Tabaccheria”

Non sono niente.

Non sarò mai niente.

Non posso voler essere niente.

A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.

Finestre della mia stanza,

della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è

(e se sapessero chi è, cosa saprebbero?),

vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente,

su una via inaccessibile a tutti i pensieri,

reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa,

con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri,

con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini,

con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla.

Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verità.

Oggi sono lucido, come se stessi per morire,

e non avessi altra fratellanza con le cose

che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero

la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata

da dentro la mia testa,

e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell’avvio.

Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato.

Oggi sono diviso tra la lealtà che devo

alla Tabaccheria dall’altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,

e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro […]

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Daniela Cavallo
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