“La fine è il mio inizio” uno dei libri di Terzani che proprio non puoi perdere

Ho letto tantissimo quest’anno, più di quanto abbia mai fatto, e ho viaggiato su ali di carta e fra le righe dei miei amatissimi libri, in attesa di poterlo rifare nel mondo.
Mi sono interrogata su come viaggeremo in futuro e sul fatto che anche il mondo del turismo andrà ripensato alla luce di una maggiore consapevolezza di sostenibilità e fruibilità.
E a tal proposito non potevo che trovarmi

Sulle tracce di Terzani

Mi ero ripromessa da un pò di leggere i suoi tanti scritti ma ho sempre avuto un certo pudore ad accostarmi ad un uomo così straordinario. 

Forse perché temevo di confrontarmi con un vero viaggiatore o forse più semplicemente perché non avevo mai trovato il momento adatto.

Ma l’incontro non era più rimandabile ed ora capisco che questo era esattamente il momento giusto per accostarmi a lui. Niente avviene per caso dopotutto.

Ho iniziato così “anima e corpo” la lettura di
“Un indovino mi disse”.
Vi racconto qualcosa solo per farvi entrare in atmosfera ma vi lascio intatto il piacere della scoperta, se ancora non lo avete letto.

È il racconto di Terzani e della sua vita straordinaria in un anno particolare, il 1993, durante il quale decise di non prendere alcun aereo per muoversi. Infatti diciassette anni prima un indovino gli aveva predetto di evitare gli aerei in quell’anno a rischio della sua stessa vita. 

Per uno come Terzani per il quale un aereo era un mezzo di lavoro quasi giornaliero, fu una bella sfida, anche perché era ancora corrispondente di “Der Spiegel” in Asia e si spostava continuamente fra i vari Paesi.
Ma per l’uomo Tiziano, che ho imparato a conoscere attraverso i suoi racconti, non poteva che essere una sfida da abbracciare e vivere a modo suo.
E così si ritrova a percorrere gran parte dell’Asia, via terra, attraversando  finalmente i confini reali e non quelli artificiali degli aeroporti.
Ha potuto così sperimentare la dimensione più autentica del viaggio, avendo la possibilità di incontrare davvero i Paesi e i popoli dell’est del mondo.
E in questo passaggio che segue mi ha portato molto a riflettere sul mio lavoro e su cosa sia diventato il turismo soprattutto negli ultimi 25 anni.

Libri di Terzani che non puoi perdere
Da “Un indovino mi disse”

Un’industria avanzatissima e produttrice di grande ricchezza a livello globale, ma purtroppo divenuta poco sostenibile a livello sia di impatto ambientale che -ed è ciò che più mi interessa- dal punto di vista della vera essenza del viaggiare che si coniuga a fatica con il viaggio di massa (per così dire) e spesso è ridotto ad un prodotto come un altro.
Possiamo quindi immaginare un modo diverso di viaggiare ?
Una dimensione più umana, sostenibile e profonda? Rimangono delle domande aperte e sulle quali v’invito a riflettere.
L’ultima parte del viaggio lo riporta in Italia attraverso interminabili spostamenti in treno dalla Cina del nord alla Mongolia e poi in Transiberiana attraverso lo sterminato territorio ex URSS fino in Europa e finalmente in Italia.

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare”

Viaggiare è un’arte.
 Bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore

Non è certo questa la sede, né me ne riconosco la capacità, di fare una recensione approfondita del libro ma credo di poter dire che si tratta di un trattato completo di antropologia, sociologia e insieme di psicologia. Ma non temete niente di noioso e pesante, anzi. Si respira la giusta “leggerezza” ad ogni riga.

È quindi un viaggio dentro di sé, nel mondo e nella storia!

Completata questa affascinante lettura che mi ha portata dal Vietnam alla Thailandia, da Singapore alla Cambogia e ancora in Birmania, in Cina ed in Mongolia ho capito che, nei viaggi che sogno nel Sud Est Asiatico, non potrò più prescindere dalla visione di Terzani su questi luoghi e credo che questo libro insieme a “In Asia” saranno compagni fedeli di quei viaggi sognati e già abbozzati sulla mia mappa personale.

Libri di Terzani da leggere assolutamente
Letture da “Cuore in valigia”

Fra i tanti libri di Terzani che potevo scegliere per continuare, è stata la volta di
“La fine è il mio inizio”: l’occasione è stata il regalo che Folco Terzani, figlio di Tiziano, ha voluto fare alle nuove generazioni.

(quelle da Greta in poi, per intenderci) il 7 dicembre scorso.

Una versione Redux, e del tutto gratuita, del libro del 2006, scritto appunto da Folco ”intervistando” il padre negli ultimi suoi tre mesi di vita in un dialogo che racchiude tutta l’essenza del suo pensiero.

Potete trovarlo qui———> http://www.tizianoterzani.com/ oppure qui www.vicinolontano.it

Ogni pagina è stata una rivelazione, ogni riga meritevole di essere segnata e ascoltata profondamente nel mio cuore. È stato un susseguirsi di emozioni e prese di coscienza.

Ogni parola sembrava leggermi dentro e ho capito che tutto questo mio cercare degli ultimi anni aveva un senso. E’ stato come capire che si stesse chiudendo un cerchio.

Ero -e direi che lo sono ancora- alla ricerca di una vita in cui potermi riconoscere.

Imparare ad essere padrona della mia vita e delle mie scelte.
Avere il coraggio delle mie azioni e della mia vita. 

Capire che è un dovere profondamente umano andare alla radice delle cose per capirne il senso e cercare di comprendere cosa sta al di là delle apparenze e nel profondo. Seguire la mia fiamma interiore. 

Farmi carico degli errori e delle delusioni ma anche della bellezza che riesco a vedere per riuscire a trasmetterla e contagiare il mondo.

La grande sfida oggi è quella di riuscire a trovare un equilibrio nuovo nelle nostre vite: per me è la continua tensione fra ciò che sono e ciò che vorrei essere. Anche trovare un equilibrio più sano fra la visione futuristica del mondo e quella che mi fa tornare alle origini.

Questa è stata per me la sfida di questi anni : cercare la me che mi somigliasse di più e questo a scapito della sicurezza economica di cui potevo godere finché sono stata una lavoratrice dipendente a tempo indeterminato! Sono stata egoista ? 

Si forse un pochino lo sono stata ma oggi sento di essere una persona migliore e più ricca.

Più mi allontano dalle cose futili e materiali, più sto bene.
Più punto all’essenziale più mi è chiaro quanto siano inutili e dannosi certi orpelli del nostro vivere attuale.

E spesso -in questi mesi soprattutto -mi son detta:
“Mi sento ricca e non mi manca nulla” anche se ogni giorno avevo lo stesso paio di pantaloni e la stessa maglia di qualche anno fa e anche se ho un’auto che compie 15 anni in questi giorni.

So che adesso sono in contatto con la versione di me che più mi piace e negli scritti di Terzani ho trovato tante conferme.

E questo è un contatto che non voglio più perdere.

“Viaggiare per il mondo alla ricerca della verità questo è il giornalismo”

E questo dovrebbe anche essere il vero senso del viaggio di ciascuno.

La ricerca della propria verità ed il proprio posto nel mondo.

Mi riprometto di leggere gli altri scritti di Terzani e di creare una sezione della mia biblioteca dedicata completamente a lui.

Così come sono  sicuramente fra i miei “Leggerò” gli scritti dei suoi cari, il figlio Folco, la figlia Saskia e la moglie Angela Stuade: mi incuriosisce non poco ascoltare la voce di chi ha vissuto con una persona di tale fascino anche per capire le dinamiche di coppia e familiari di un’esistenza tanto straordinaria!

Quindi benedico questo tempo sospeso, come forse ho già scritto e detto, in altre occasioni, per la ricchezza di riflessioni e per la possibilità di esplorare quanto non osavo.
Salvo di questo 2020 almeno la grande ricchezza di queste come di altre letture. Sicuramente non mi ha risparmiato difficoltà e battute d’arresto lavorative di grande impatto, ma di certo ha anche amplificato la determinazione e la resistenza tipiche di chi ama e crede in ciò che fa.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai.” (Frida Khalo)
Mi porto dunque questo bagaglio di esperienze in un 2021 che spero mi riservi altre scoperte e -perché no- altri bagagli meno metaforici e più reali da preparare!

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Daniela Cavallo
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2 Comments

  1. Anch’io sto leggendo “La fine è il mio inizio” di Terzani… mi ritrovo in Folco per quanto riguarda la sua voglia di conoscere ciò che ha caratterizzato la generazione che viene prima di lui, perché anch’io sono sempre stata molto curiosa e ho sempre nutrito un certo interesse per ciò che il passato ha lasciato alle nuove generazioni. Mi ritrovo in Tiziano, invece, perché mi ricorda ciò che in casa mia è sempre stato il fulcro di tutto: andare sempre oltre le apparenze e avere orizzonti sempre ampi e il cuore e la mente aperti ad accogliere.

    • Grazie Arianna per il tuo commento. Hai proprio colto il senso di questo libro molto profondo! Andare verso orizzonti più ampi delle apparenze è ciò che auguro sempre a tutti. I tuoi genitori saranno fieri di te;)

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