Cosa non puoi perderti a New York?

Central Park

Verde , fresco, pieno di scorci famosi per gli innumerevoli film di cui è stato protagonista. questo enorme parco ci catapulta in una dimensione del tutto diversa rispetto a quella di qualche ora prima.
Ti ho parlato QUI del nostro arrivo a New York.
Scoiattoli e uccellini , laghetti e fiori…non sembra di essere nel cuore di una metropoli.
Godiamo di questa atmosfera rilassata e mangiamo un hot-dog sul prato mentre programmiamo il resto della giornata.

Nel  primo pomeriggio abbiamo un appuntamento imperdibile con la storia recente.
A bordo di un autobus della linea Hop-on hop -off  linea Downtown arriviamo fino a

Ground Zero

I
l Memorial è davvero commovente ed il silenzio surreale.
Trascorriamo l’intero pomeriggio al Museo dell’11 settembre e i ragazzi dimostrano grande interesse e un silenzio composto e spontaneo che mi ha sorpreso ed emozionato.


C’è tanto da vedere e “sentire” sia nel senso di ascoltare (contributi audio e multimediali di ogni tipo ) sia nel senso di accostarsi con rispetto per capire quel momento da vicino.
Ciò che poi si è riusciti a fare affinché New York rinascesse dopo quella grande ferita è davvero sorprendente. Alla fine della visita attraversiamo nuovamente il Memorial per salire sul nuovo 

World Trade Center 

Gli americani la chiamano “Freedom Tower”.
Nata in tempi record accanto al sito nella quale sorgevano le Torri Gemelle è un capolavoro di ingegneria.

Dopo aver effettuato i controlli -come in aeroporto e come sarà per quasi tutte le attrazioni- saliamo fino al 102° piano. Seppure sapessi già come si svolgeva la visita (ma vi assicuro che non avevo spoilerato nulla ai miei compagni di viaggio) devo dire che la sorpresa è stata proprio tanta.

Già in ascensore durante la salita, quasi non ti accorgi di filare su a tutta velocità intrattenuti da una serie di filmati tridimensionali.

Arrivati su ci si raduna in una stanza quasi buia e disposti tutti a semicerchio ed in prossimità della vetrata si attende qualche minuto, giusto il tempo di capire cosa sta succedendo.
Delle tende a rullo si alzano tutte insieme e rimaniamo a bocca aperta: New York è ai nostri piedi !

Siamo sul grattacielo più alto di New York e di tutto l’Emisfero occidentale (il 6° al mondo).

E’ un vero spettacolo che vale tutto il costo del biglietto -non proprio economico-e mi sorprendo del fatto che non abbia le vertigini e viene meno la mia abituale paura dell’altezza!
Con gli occhi ancora pieni di stupore scendiamo che è già tardo pomeriggio. Siamo in zona

Wall Street

Una visita al Bull (fra l’altro creato e installato da un nostro conterraneo, Arturo Di Modica) e alla Fearless girl è doverosa.
Sempre con la linea Downtown del nostro fido bus scoperto , torniamo verso il nostro hotel.

New York nel frattempo si sta mettendo il suo vestito più bello e comincia a brillare

Un vero spettacolo! Scendiamo nei pressi del Top of the rock e proseguiamo a piedi fino in hotel attraversando inevitabilmente Times Square che ci appare diversa rispetto a quando l’abbiamo vista per la prima volta, appena ieri.

E ma ora siamo perfetti newyorkesi e abbiamo preso il ritmo giusto per muoverci!

E’ incredibile come l’atmosfera di questa città ti avvolga del tutto facendoti sentire parte di un tutto che -fisicamente – vedi per la prima volta ma che senti familiare per averlo visto in migliaia di immagini in Tv : film, serie, e spettacoli di ogni genere ambientati fra queste strade che in qualche modo sono già dentro di noi.

L’indomani solita sveglia mattiniera ma oggi anche i miei compagni di viaggio sono abbastanza attivi! D’altronde ci aspetta una vera Lady che non è proprio il caso di fare aspettare!

Ci dirigiamo con la metro a Battery Park da dove partono i battelli per l’escursione alla

Statua della Libertà ed Ellis Island.

Già il tragitto è di un fascino incredibile.
Lasciamo Manhattan e l’ammiriamo da un’angolazione diversa in tutto il suo splendore mattutino.

Arrivati sull’isola scegliamo di non salire sulla Statua (se volete invece salire dovrete organizzarvi con il giusto anticipo e prenotare per tempo) e di percorrerne il perimetro cercando di cogliere quanti più particolari da tutte le angolazioni.
 
E’ stato davvero piacevole e una bella limonata rinfrescante -con ben 32 ° e circa il 60% di umidità -servita in un bicchierone a forma di fiaccola della Lady, ci aiuta nella nostra passeggiata.

Riprendiamo il traghetto con destinazione Ellis Island dove trascorriamo un paio d’ore  nel Museo dell’Immigrazione.
Con l’aiuto di un’ audio-guida riusciamo ad entrare nel vissuto delle migliaia di migranti che sono passate di qui…
Ci accompagna idealmente Rose – una bambina polacca di fine Ottocento che ha vissuto l’essere migrante con tutta la sua famiglia.
L’accoglienza avveniva in una grande stanza dove iniziavano i tanti e scrupolosi controlli per poter essere ammessi ad entrare nel Paese delle grandi speranze ed opportunità.

Poi si veniva divisi in idonei ed “in attesa di giudizio” e segnati con un gesso per passare attraverso ulteriori controlli (capitava generalmente a chi aveva dei piccoli problemi di salute o a chi non riusciva a dimostrare di avere almeno 20 $ per iniziare una nuova vita). 

Per i non idonei (generalmente per età non più adatta al lavoro o per malattie gravi) dopo qualche giorno di sosta qui sull’isola ricominciava la lunga traversata verso casa. 

Tanti spunti di riflessione da questa visita, molto costruttiva sia per noi adulti che per i ragazzi, e soprattutto in questo periodo storico segnato da nuove migrazioni che rendono urgente l’affermarsi di una sensibilità rinnovata e di nuove attenzioni alla dignità umana.

Al nostro rientro a Manhattan facciamo una sosta al fresco di Battery Park e ci godiamo un’esibizione di break dance acrobatica. 

Pranziamo in zona Wall street e rientriamo in hotel giusto per  il tempo di una doccia e un pò di relax. Nel tardo pomeriggio decidiamo di andare a visitare la Cattedrale di New York.
Prima però passiamo dal Top of the rock a validare il nostro ingresso : ma c’è una fila enorme e non riusciamo a a prenotare la salita al tramonto ma solo quella serale.

St.Patrick Cathedral 

È una piacevole testimonianza di arte neogotica in mezzo ai grattacieli della 5th Avenue proprio accanto al Rockefeller center.

Costruita fa la metà e la fine dell ‘800, direi  che ha poco da invidiare alle più famose cattedrali europee se non un pò di storia!
Ha una sua posizione imponente e del tutto particolare, quasi fuori contesto ma -a ben guardare- non sembra affatto inopportuna!

Dopo una visita all’interno con relativa sosta silenziosa, ci dirigiamo al nostro appuntamento al 

Top of the rock

L’attesa in fila non dura tanto e la salita è fatta per step , finché non arriviamo sulla terrazza panoramica. New York dall’alto, sfavillante di migliaia di luci, è uno spettacolo unico.
L’aria è ancora calda e molto umida ma a questa altezza soffia anche un pò di vento.

Per garantirci delle visite programmate per bene e cercare di risparmiare un pochino sugli ingressi abbiamo fatto il CityPass che ci permette in alcune occasioni anche di saltare le file.
Inoltre è compreso anche il sistema di trasporti sui bus turistici (Midtown e Uppertown) che nelle lunghe distanze di Manhattan in più di un’occasione si è rivelato un bel ristoro per le nostre gambe stanche! Infine ecco per te un altro piccolo ma utile suggerimento: tieni d’occhio gli ingressi gratuiti previsti in determinati giorni del mese o della settimana anche nei più rinomati musei della città.

E se non vuoi perderti uno splendido Musical ricordati che puoi trovare ingressi scontati anche oltre il 30% se ti va di fare un’iconica fila proprio sotto la scalinata di Times Square.

Per altri spunti e visite inedite a New York ti rimando al prossimo articolo.

Se hai voglia di approfondire meglio o volessi chiedermi un preventivo “tutto incluso” per partire SCRIVIMI QUI 

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Daniela Cavallo
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